Caro Antonio,

Sembrava un giorno qualsiasi di Febbraio, freddo e pieno di sole. Giancarlo, un comune amico, mi telefona e mi dice: Angelo, Antonio ci ha lasciati. Un velo di tristezza mi avvolge il cuore e le lacrime mi bagnano il viso.

Stavo ancora piangendo, quando la tristezza lasciava il posto ad un leggero sorriso. Ti vedo seduto sulla porta del Paradiso, mentre spieghi a San Pietro (perché lui queste cose non le sa) le emozioni che si provano a catturare uno sciame o a visitare un alveare. E’ come ascoltare un bel brano di musica o rileggere una poesia che ti è piaciuta quando l’hai per la prima volta. Intanto qualcuno ti sta preparando un posto, anzi il tuo posto speciale, proprio come tu sei speciale. Quel posto è una piccola valle piena di sole e senza vento.
In fondo alla valle scorre un piccolo torrente, tutto attorno ci sono tantissime varietà di fiori. Tu pensi già di mettere dietro casa qualche alveare, ma anche gli alveari ci sono già.
Pure le api di quelle casse sono speciali: non si ammalano di varroa e non raccolgono polline e nettare, ma escono dall’alveare portando a tutti gli apicoltori, professionisti o dilettanti, gli stessi consigli o suggerimenti che ci davi tu.

CIAO ANTONIO E GRAZIE DAVVERO.

Angelo Marchi 
“Le Nostre Api” Associazione di Apicoltori Felsinei